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sabato 7 aprile 2012

Racconto di un sogno

Era da un po' che non ricordavo in modo particolarmente chiaro un sogno ma, quando mi sono svegliata questa mattina, ne ricordavo addirittura due.
Tralascio il primo che è inenarrabile e provo a raccontare il secondo, esponendomi al rischio di farmi psicanalizzare...
Il martedì dopo Pasquetta mi reco all'università e, già quando arrivo, il clima mi appare cupo e desolato, sia per il cielo grigio sia per le poche persone in giro. Mi avvio alla ricerca dell'aula nella quale dovrebbe svolgersi la lezione e subito mi accorgo di qualcosa di strano: al posto delle porte ci sono delle saracinesche semichiuse che scoraggiano l'ingresso. Entro comunque e i corridoi hanno tutta l'aria di un intricato e pericoloso labirinto (mi sento un po' in un videogioco dalle tinte sempre più lugubri). Inizio ad aggirarmi per il labirinto, vado di porta in porta (le solite saracinesche) e intanto non vedo nessuno in giro. Ad un certo punto incontro un mio collega che sembra conoscere la strada: ci addentriamo insieme nei corridoi/labirinto fino ad arrivare ad un ascensore, di fronte al quale ci sono delle altalene (il tutto sempre all'interno e in penombra) che non ricordo se ho visto in qualche film, mentre il luogo in sé mi ricorda l'ingresso interno della palestra del mio liceo. Arriva l'ascensore e il sogno finisce... 

Difficilmente ho sognato qualcosa di più angosciante!