Era da un po' che non ricordavo in modo particolarmente chiaro un sogno ma, quando mi sono svegliata questa mattina, ne ricordavo addirittura due.
Tralascio il primo che è inenarrabile e provo a raccontare il secondo, esponendomi al rischio di farmi psicanalizzare...
Il martedì dopo Pasquetta mi reco all'università e, già quando arrivo, il clima mi appare cupo e desolato, sia per il cielo grigio sia per le poche persone in giro. Mi avvio alla ricerca dell'aula nella quale dovrebbe svolgersi la lezione e subito mi accorgo di qualcosa di strano: al posto delle porte ci sono delle saracinesche semichiuse che scoraggiano l'ingresso. Entro comunque e i corridoi hanno tutta l'aria di un intricato e pericoloso labirinto (mi sento un po' in un videogioco dalle tinte sempre più lugubri). Inizio ad aggirarmi per il labirinto, vado di porta in porta (le solite saracinesche) e intanto non vedo nessuno in giro. Ad un certo punto incontro un mio collega che sembra conoscere la strada: ci addentriamo insieme nei corridoi/labirinto fino ad arrivare ad un ascensore, di fronte al quale ci sono delle altalene (il tutto sempre all'interno e in penombra) che non ricordo se ho visto in qualche film, mentre il luogo in sé mi ricorda l'ingresso interno della palestra del mio liceo. Arriva l'ascensore e il sogno finisce...
Difficilmente ho sognato qualcosa di più angosciante!
