L’esperienza
del dolore fisico è quanto di più autentico si possa vivere, ti incolla al qui
e ora senza che tu abbia la possibilità di fuggire. Non puoi pensare a nient’altro.
Diventi il tuo dolore, ti identifichi completamente con esso, tirando calci e
pugni contro tutto quello che viene dall'esterno e cerca di tenderti la mano.
Niente come il dolore ti dice con chiarezza che non abiti un corpo, sei proprio
quel corpo. Niente ti scolpisce così come fa una ferita. Niente ti restituisce
meglio a una dimensione animale e istintiva. Se il piacere ti espande,
facendoti perdere i confini, il dolore ti “concentra”: sei un punto di materia
in agonia. “Non puoi ignorarmi” ti dice il dolore. Quando torni da lì è come se
dovessi reintegrare tutta la realtà in te, poco alla volta, riassorbirla un
pezzetto al giorno. Ed è lì che ti rendi conto che non è proprio più come
prima. Ti sei vista punto, riscoprirti retta, piano, poi spazio ha la forza di
una nuova nascita. Nasci ogni volta che torni dal dolore; apri gli occhi e
vedi, ascolti le voci intorno, ti muovi e tocchi ciò che ti circonda, senti i
sapori e gli odori. Ecco, per ora mi manca quest’ultimo passo…
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sabato 9 novembre 2019
Nasci ogni volta che torni dal dolore
L’esperienza
del dolore fisico è quanto di più autentico si possa vivere, ti incolla al qui
e ora senza che tu abbia la possibilità di fuggire. Non puoi pensare a nient’altro.
Diventi il tuo dolore, ti identifichi completamente con esso, tirando calci e
pugni contro tutto quello che viene dall'esterno e cerca di tenderti la mano.
Niente come il dolore ti dice con chiarezza che non abiti un corpo, sei proprio
quel corpo. Niente ti scolpisce così come fa una ferita. Niente ti restituisce
meglio a una dimensione animale e istintiva. Se il piacere ti espande,
facendoti perdere i confini, il dolore ti “concentra”: sei un punto di materia
in agonia. “Non puoi ignorarmi” ti dice il dolore. Quando torni da lì è come se
dovessi reintegrare tutta la realtà in te, poco alla volta, riassorbirla un
pezzetto al giorno. Ed è lì che ti rendi conto che non è proprio più come
prima. Ti sei vista punto, riscoprirti retta, piano, poi spazio ha la forza di
una nuova nascita. Nasci ogni volta che torni dal dolore; apri gli occhi e
vedi, ascolti le voci intorno, ti muovi e tocchi ciò che ti circonda, senti i
sapori e gli odori. Ecco, per ora mi manca quest’ultimo passo…
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giovedì 25 febbraio 2016
Spettri
Ho bruciato lettere d'amore,
altre le ho ingoiate ed eran vetro,
cocci azzurro ghiaccio e grigio tetro,
ruvidi rudi prodotti del mio umore.
Ho ridotto in pezzi e fatto scomparire
cadaveri di sensi e sentimenti,
quei corpi di reato non redenti
votati al peccato e nati per perire.
Adesso li ho davanti ad uno ad uno,
chiedono riscatto e son spettrali,
tremuli fantasmi sì reali
da farmi il cuore terra di nessuno.
Angela Nese
ruvidi rudi prodotti del mio umore.
Ho ridotto in pezzi e fatto scomparire
cadaveri di sensi e sentimenti,
quei corpi di reato non redenti
votati al peccato e nati per perire.
Adesso li ho davanti ad uno ad uno,
chiedono riscatto e son spettrali,
tremuli fantasmi sì reali
da farmi il cuore terra di nessuno.
Angela Nese
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venerdì 1 marzo 2013
Avrei dovuto imparare a... ballare
Questa sera uno strano pensiero mi ha attraversato velocemente la testa: avrei dovuto imparare a ballare.
Più che la mia testa forse dovrei dire che mi ha attraversato il corpo, come una voglia bizzarra che si impadronisce momentaneamente dei sensi.
A volte non riesco ad interpretare completamente i messaggi del mio corpo, questo però mi piacerebbe capirlo per bene, prima o poi, visto che non sono mai riuscita a sciogliermi completamente in una danza improvvisata. Credo che la chiave di tutto stia nella parola "ritmo".
Più che la mia testa forse dovrei dire che mi ha attraversato il corpo, come una voglia bizzarra che si impadronisce momentaneamente dei sensi.
A volte non riesco ad interpretare completamente i messaggi del mio corpo, questo però mi piacerebbe capirlo per bene, prima o poi, visto che non sono mai riuscita a sciogliermi completamente in una danza improvvisata. Credo che la chiave di tutto stia nella parola "ritmo".
giovedì 7 febbraio 2013
Errori di dosaggio
La capacità di sentire non consente anestesie locali: avrei voluto neutralizzare solo la mia sensibilità al dolore ma insieme a quella ho affidato alle braccia di Morfeo anche la capacità di provare gioia.
Che poi si può effettivamente dire che l'abbia anestetizzata? Probabilmente, se di anestesia si è trattato, ho fatto male i conti, ho sbagliato il dosaggio e ho finito per ucciderla.
Che poi si può effettivamente dire che l'abbia anestetizzata? Probabilmente, se di anestesia si è trattato, ho fatto male i conti, ho sbagliato il dosaggio e ho finito per ucciderla.
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