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giovedì 31 dicembre 2020

Auguri a tutti i bambini che avete dimenticato

Negli ultimi dodici mesi ho perso cose e persone e adesso mi avvio così, spoglia e leggera, verso il prossimo anno.
Ho perso la capacità di vedere il futuro e la forza di costruirlo. Posso solo accoglierlo.
Quest'anno ho tolto, tagliato, levigato, fino a quando non è rimasto nulla. Pensavo restasse l'essenziale, invece non è rimasto nulla.
Ho dubitato, tanto, soprattutto di me stessa.
Ho scritto molto quest'anno: note ovunque, prose e poesie, a volte singole parole che mi riempivano la mente come cetacei in un acquario da salotto.
Soprattutto, però, ho riscritto. Ho riscritto la mia storia, ho riscritto me stessa. Per risemantizzare tutto ho dovuto salvare una bambina che detestavo, che non riuscivo a guardare. Stava lì piena di irritante ingenuità e attendeva che la portassi via. 
E negli anni ho provato a farlo, tante volte, ma era più forte di me: mi ispirava antipatia. Era goffa e sgraziata. Non parlava e, se le chiedevi l'età, te la indicava con le dita.
Poi finalmente è successo quello che non mi aspettavo. Me la sono vista davanti a fissare le caramelle colorate di una bancarella, come una qualunque bambina.
È stato allora che il suo sguardo non mi ha suscitato più alcuna avversione, ma solo una lieve tenerezza. 
Quella bambina è l'unica "conquista" che mi porterò nel 2021. Le dovrò medicare i graffi e mi toccherà recuperarla da sotto il letto quando ci si nasconderà. So che lo farà. Ci vuole pazienza. Abbiamo tanta strada ancora da fare.
Gli auguri quest'anno li lascio fare a lei, anche se è terribilmente timida.
Auguri a tutti i bambini che avete dimenticato.



giovedì 30 agosto 2012

Ideali animali

Discorsi seri di fine agosto: domanda sulla libertà.
Iniziamo dall'evento scatenante: ho liberato la mia "gazzetta" ladra dopo averla tirata su per benino... Divideva persino le merendine con me la mattina! Fin qui tutto bene... Diciamo che tenerla prigioniera più del dovuto, voglio dire più del tempo necessario a farla crescere e a farle imparare l'arte del volo, per la maggior parte delle persone sembrerebbe eticamente scorretto...
Qualche giorno dopo la liberazione, però, mi è venuto un dubbio che a molti sembrerà strano: quanto realmente vale la libertà per un animale come quello? Diamo per scontato che gli animali diano a certi ideali lo stesso valore che noi conferiamo loro, che il bene più grande per un uccello sia quello di volare libero e tanti bei discorsi di questo tipo... Quanto c'è di umano in questo modo di pensare? Tutto probabilmente... Così di tanto in tanto mi sorge l'interrogativo: e se fosse stata meglio in casa con acqua e cibo sempre pronti? Forse è da pazzi farsi domande del genere, domande che per alcuni vanno contro ogni logica; troppo spesso, però, siamo noi esseri umani ad ergerci ad unità di misura universale e a decidere quale debba essere la logica di un animale che non può parlare e mandarci a quel paese se il favore che gli stiamo facendo per lui e tutt'altro che un favore. In quanto uomini umanizziamo tutto e siamo incapaci di guardare all'altro in quanto altro, non riusciamo a non assimilarlo a noi. Vorrei sapere, ad esempio, come realmente un cane vede il tizio che gli lustra le unghie o gli spazzola il pelo dopo avergli fatto lo shampoo... Per il padrone è sicuramente un modo di prendersi cura del suo animale... sul fatto che l'animale apprezzi davvero ho qualche dubbio... Che gliene frega al cane di essere bello dopo tutto?!
Spero vivamete che per quanto riguarda la libertà il discorso sia diverso e che davvero la gazza libera stia meglio di me che l'ho liberata.