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giovedì 14 marzo 2013

Capacità di funzionare

Incredibile come ci si possa sentire rilassati la sera quando durante la giornata si è riusciti a combinare qualcosa di buono, quando insomma per qualche ora fortunata la noia ha fatto i bagagli per lasciare spazio ad un minimo di voglia di fare supportata da un'energia uscita da chissà dove. Dopo tutto è proprio questo che vorrei sapere: dove sono tutte le mie forze durante la maggior parte dei giorni? A volte penso di non averne, di essere priva di energia, nel senso che non sono capace di essere "en-ergon", in atto, a causa di una sostanziale natura contemplativa si direbbe; però poi saltano fuori questi giorni e mi ritrovo capace di "funzionare" come tutti gli esseri umani.

martedì 11 settembre 2012

Interruzioni momentanee

Sono proprio una blogger sciagurata! 
Da più di una settimana non ho aggiunto una singola parola... Vorrei dire che sto per rimediare, che scriverò qualcosa di interessante ma la verità è che non ho nulla di interessante da dire perché quando sei troppo presa da quello che succede fuori di te hai poco tempo per prestare attenzione a quello che succede nella tua testa... Quella che chiamano noia è la conditio sine qua non di ogni esistenza riflessiva ed io sono portata a scrivere quando rifletto. Conclusione: se mi immergo troppo nella vita mondana non rifletto e non scrivo. 
Sono disposta a sacrificare la mia noia per tutte le cose interessanti di questo mondo? Neanche per sogno! A breve ritroverò la precarietà del mio equilibrio interiore e, portate a termine un po' di faccende burocratiche, tornerò alle mie riflessioni...

domenica 13 maggio 2012

Dal diario di una persona noiosa...

Mi sono sempre posta un problema: come comunicare i miei stati d'animo alla gente senza sembrare la solita pessimista cronica, l'odiosa vittimista che crede di aver sofferto e di soffrire come nessun altro al mondo... E' difficile esprimersi e far capire che la condizione nella quale ti trovi non pretende alcuna attenzione particolare  per il semplice fatto di essere la condizione di tutti, con picchi di limpida consapevolezza in alcuni e totale ignoranza in altri... Quel che non riesco a far passare è forse la mia convinzione di vivere uno stato di normale infelicità che si comunica per il semplice piacere di farlo e non per essere commiserato, apprezzato, disprezzato, amato, odiato etc... 
Ed ecco, tuttavia, che puntualmente vengo bollata come la persona negativa, la guastafeste, la noiosa che, non essendo in grado di divertirsi, vorrebbe che non lo facessero neppure gli altri... Sarà così? Me lo sono chiesta, perché non sono tipo da risparmiarmi certe domande; tutte le crudeltà psicologiche che la mente umana è in grado di concepire, le rivolgo abitualmente contro me stessa... Ebbene, del divertimento mi infastidisce non il fatto che sia faccenda altrui ma la sua inutilità, il suo essere uno stato che definirei inautentico... Che gli altri si divertano non è cosa che mi tocca, provo solo un vago senso di pena perché la felicità che deriva da questo divertimento, a guardarla da vicino, non regge l'analisi e si sgretola. E quindi neppure volendolo riuscirei più a considerare invidiabile quello stato di divertimento: vedo solo gente incapace di fissare lo sguardo sulla propria reale condizione (condizione che, ripeto, non è mia né loro ma di tutti in quanto esseri umani!), gente che si gira dall'altra parte appunto!
In quanto persona noiosa sono abituata a tenere lo sguardo fisso su tutto ciò che alla maggior parte delle persone non piace, su ciò che le spaventa e le fa fuggire. Non piaccio e probabilmente non piacerò mai perché sono abituata a smontare tutto quello in cui credono e, in fondo, non riesco neppure a sentirmi troppo in colpa per questo. E' forse questa la mia colpa maggiore: il non provare senso di colpa! Perché per me è normale, per me è scontato che sia così e non mi rendo conto di quanto le illusioni valgano per gli altri; sono le illusioni a mandare avanti il mondo!
Le persone continuano a fuggire intanto, e chi non fugge sta comunque a debita distanza...
Ma sono una persona noiosa, non posso pretendere nulla da nessuno e, dopo tutto, non l'ho mai fatto, neppure da piccola, quando, tra le righe che scrivevo, la parola che più spesso ricorreva era già noia...