Visualizzazione post con etichetta Infelicità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Infelicità. Mostra tutti i post

lunedì 16 luglio 2012

Gocce di solitudine


L'altro ieri ho visto un film che mi ha fatto un po' riflettere sulla solitudine... 
La protagonista parlava di una solitudine che si sente goccia dopo goccia, quasi fosse una clessidra che ha la capacità di amplificare il tempo, dilatare i minuti e i secondi. Paradossalmente, una delle aspirazioni maggiori dell'umanità, rallentare il tempo, si realizza in una forma inservibile. Il tempo o la felicità: entrambi sembra impossibile!
Sul fatto che sia davvero così ho qualche dubbio; probabilmente il cortocircuito si verifica nel momento in cui si concepiscono come separati tempo e felicità, cioè nel momento in cui si proietta la felicità in un futuro che è sempre fuori dal tempo vissuto. La chiamo felicità io; il termine, però, mi risulta odioso, perché troppo carico di tradizione moraleggiante. Si sostituisca felicità con qualsiasi altro grande ideale comunemente ritenuto positivo e il senso non cambia.

Ma c'è una cosa strana nel mio discorso: ho sostituito, automaticamente e quasi senza rendermene conto, il concetto di solitudine con quello di infelicità. Non è casuale, anche qui la fa da padrone un altro pregiudizio bello grosso, quello secondo il quale l'uomo, in quanto animale politico, se è solo è, senza dubbio, un essere infelice. Affermare una cosa del genere, in certi casi, è quanto meno un azzardo
Quando la senti, quella solitudine lì, quella che sembra gocciolare lentamente come da un rubinetto chiuso male, certo non fa bene; fissare il Nulla ti brucia gli occhi dopo un po'... Ma vuoi mettere la Gioia per quello che riesci a vedere dopo!

domenica 13 maggio 2012

Dal diario di una persona noiosa...

Mi sono sempre posta un problema: come comunicare i miei stati d'animo alla gente senza sembrare la solita pessimista cronica, l'odiosa vittimista che crede di aver sofferto e di soffrire come nessun altro al mondo... E' difficile esprimersi e far capire che la condizione nella quale ti trovi non pretende alcuna attenzione particolare  per il semplice fatto di essere la condizione di tutti, con picchi di limpida consapevolezza in alcuni e totale ignoranza in altri... Quel che non riesco a far passare è forse la mia convinzione di vivere uno stato di normale infelicità che si comunica per il semplice piacere di farlo e non per essere commiserato, apprezzato, disprezzato, amato, odiato etc... 
Ed ecco, tuttavia, che puntualmente vengo bollata come la persona negativa, la guastafeste, la noiosa che, non essendo in grado di divertirsi, vorrebbe che non lo facessero neppure gli altri... Sarà così? Me lo sono chiesta, perché non sono tipo da risparmiarmi certe domande; tutte le crudeltà psicologiche che la mente umana è in grado di concepire, le rivolgo abitualmente contro me stessa... Ebbene, del divertimento mi infastidisce non il fatto che sia faccenda altrui ma la sua inutilità, il suo essere uno stato che definirei inautentico... Che gli altri si divertano non è cosa che mi tocca, provo solo un vago senso di pena perché la felicità che deriva da questo divertimento, a guardarla da vicino, non regge l'analisi e si sgretola. E quindi neppure volendolo riuscirei più a considerare invidiabile quello stato di divertimento: vedo solo gente incapace di fissare lo sguardo sulla propria reale condizione (condizione che, ripeto, non è mia né loro ma di tutti in quanto esseri umani!), gente che si gira dall'altra parte appunto!
In quanto persona noiosa sono abituata a tenere lo sguardo fisso su tutto ciò che alla maggior parte delle persone non piace, su ciò che le spaventa e le fa fuggire. Non piaccio e probabilmente non piacerò mai perché sono abituata a smontare tutto quello in cui credono e, in fondo, non riesco neppure a sentirmi troppo in colpa per questo. E' forse questa la mia colpa maggiore: il non provare senso di colpa! Perché per me è normale, per me è scontato che sia così e non mi rendo conto di quanto le illusioni valgano per gli altri; sono le illusioni a mandare avanti il mondo!
Le persone continuano a fuggire intanto, e chi non fugge sta comunque a debita distanza...
Ma sono una persona noiosa, non posso pretendere nulla da nessuno e, dopo tutto, non l'ho mai fatto, neppure da piccola, quando, tra le righe che scrivevo, la parola che più spesso ricorreva era già noia...